DANIELE CIPRIANI ENTERTAINMENT presenta:
Rossella Brescia in:
Cassandra
D.C.E. DANZITALIA Direzione Artistica Luciano Cannito
Balletto di Luciano Cannito
Musica: Elvis Presley, Sergej Prokof'ev, Camille Saint-Saëns e Marco Schiavoni
Estate 2010 / Autunno inverno 2010/2011
Le Date:

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17 luglio 2010
TEATRO ROSSINI - FESTIVAL CIVITANOVA DANZA - CIVITANOVA MARCHE
25 luglio 2010
Piazza Duomo - MITTELFEST - CIVIDALE DEL FRIULI
Cassandra ha debuttato in prima mondiale nel 1995 al Teatro Olimpico di Roma, a cui sono seguite numerose altre rappresentazioni in giro per il mondo tra cui: Estonian National Opera, Dalhalla Opera Festival, Parigi, Avignone, Teatro Verdi di Trieste, Israele.
“Non c’è da meravigliarsi se il balletto Cassandra dell’italiano Luciano Cannito è ormai da quattro stagioni nel repertorio dell’Estonian National Opera – l’intenso riadattamento contemporaneo della novella di Christa Wolf sulla Guerra di Troia, grazie ai suoi personaggi, la coreografia fluente, la danza sociale e jazz continua ad affascinare anche dopo averlo visto diverse volte.”
“Bisogna riconoscere che il direttore artistico dell’Estonian National Ballet, Tiit Härm, ha ottime intuizioni nel trovare spettacoli straordinari - Cassandra inorgoglirebbe qualunque teatro europeo.”
Stewart Sweeney, Cassandra revisited, 15 giugno 2006 Postimees
Cassandra, tratto dall’omonimo libro di Christa Wolf che sviluppa la tematica dell’indipendenza femminile attraverso il mito greco trapiantato in Sicilia, è considerato uno dei lavori di Luciano Cannito di maggior successo, ed è tutt’ora in repertorio nelle maggiori compagnie d’Europa, tra le quali le Ballet de l'Opéra de Nice, che riprenderà il balletto nella prossima stagione.
È la trasposizione in chiave moderna della guerra di Troia ambientata nella Sicilia degli anni Cinquanta: Priamo, padre di Cassandra, è il sindaco di un paese dell’entroterra siculo; Paride è il fratello emigrato in cerca di fortuna che torna dall’America con la moglie strappata a un miliardario.
Il balletto sembra ricalcare la storia della profetessa inascoltata, figlia di Priamo, re di Troia. La giovane Cassandra si innamora, contro il volere del padre, di un giovane disoccupato (Enea) e, rinchiusa per punizione nella sua camera, sogna una donna bellissima che porterà disgrazia alla sua gente. Infatti, suo fratello Paride, emigrato in America anni prima, ritorna a casa inaspettatamente conducendo con sé Hellen, la sua fascinosa fidanzata straniera. Malgrado Cassandra provi a dissuadere il fratello dai suoi propositi di matrimonio, si celebrano ugualmente le nozze. All’improvviso arriva Ulysses, il ricco marito americano di Hellen. È furioso e vuole riprendersela. L'americano, come il mitologico Ulisse, le escogita tutte per riporta re sua moglie a casa, ma la comunità isolana si compatta per proteggere i due novelli sposi finché il furbo magnate non porta in dono un oggetto mai visto in quel paesino sperduto: un televisore ossia il nuovo cavallo di Troia. Cassandra presagisce in quel dono un pericolo ma rimane inascoltata. Tutta la gente del paese si riunisce davanti all’apparecchio misterioso e, come ipnotizzata, si addormenta. Ulysses ne approfitta riprendendosi la moglie e derubando i paesani dei loro beni. A Cassandra, che rinuncia di partire con il suo Enea, non resta che spegnere il televisore.
Rossella Brescia in:
Carmen
Balletto in due atti di Luciano Cannito
Musiche: Georges Bizet e Marco Schiavoni
Coreografia e regia: Luciano Cannito
Carmen: Rossella Brescia
TUTTE LE CARMEN DEL MONDO
Di Luciano Cannito
Un gruppo di profughi sbarca a Lampedusa dopo un viaggio allucinante, sfruttati dallo scafista-“Escamillo” e braccati dalle forze dell’ordine comandate dal severo carabiniere “Don Josè”. L’amore travolgente tra Carmen e Don Josè, il tentativo di quest’ultimo di piegare il fiero spirito ribelle della sua amata ad una vita perbene, fatta di routine, belle passeggiate e tanta televisione. La passione si trasforma in noia, solitudine, angoscia. Carmen, non sa e non può vivere in una gabbia di mediocrità.Fugge e torna dai suoi amici al campo profughi. Fugge tra le braccia di Escamillo, ben consapevole di quello che l’aspetta…
La potenza della musica di Bizet è riuscita a far diventare il nome “Carmen” un archetipo universale della cultura dell’Occidente.
Dire Carmen è un po’ come dire passione estrema, voluttà, forza e istinto. Carmen è il sole dei Sud, la felice disperazione di possedere solo se stessi e la propria libertà.
La mia Carmen è forse semplicemente questo. Immaginata nell’isola di Lampedusa, isola del Sud per la ricca e annoiata Europa, mitico Nord per centinaia di disperati e profughi in fuga chissà da dove e chissà per quanto tempo.
Storie, del resto, sotto i nostri occhi dalla mattina alla sera.
Carmen può essere oggi una sudanese, una kurda, un’afghana, una kosovara, una pakistana, e non ha paura di rischiare tutto per la propria libertà. E’ una giovane donna che, come una leonessa, sa di possedere forza, bellezza, potenza e libertà.
Carmen sa di essere ricca di quella ricchezza che non si può comprare.
E’ invece l’uomo-Don Josè ad essere un poveraccio imbrigliato nella sua burocratica e sicura armatura di maschio occidentale ad avere tutto da perdere contro chi non ha nulla da perdere.
E poi c’è l’Escamillo dell’Opera di Bizet. Il grande torero. Il “macho”, diremmo noi oggi. Straordinario ritratto anche questo, di personaggio archetipo. L’uomo del successo, l’uomo della gloria effimera. Tutto sommato l’uomo della superficialità.
La storia termina con la morte di Carmen. Ma perché non ci chiediamo che fine farà Don Josè? Chi è il vero perdente? Chi muore o chi resta vivo, ucciso nell’anima, nella fede, nell’orgoglio, nella speranza?
PREMIO BUCCHI 2008
MIGLIOR COREOGRAFIA
PREMIO DANZA & DANZA
MIGLIOR COLONNA SONORA DI BALLETTO
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